:: DIARI DI VIAGGIO  
  IN UN ANGOLO DI CILENTO UNA CASA CON UN CUORE ANTICO CHE ANCORA BATTE
Anna Valerio
     

 

 

Protetta alle spalle dal monte Gelbison con i suoi 1705 metri, nel cuore del Cilento tra le dolci colline coronate da borghi solitari e castelli testimoni di passati splendori, Villa ‘a Palomma è una casa con un’anima e con un cuore antico. Costruita nella seconda metà del 500 come stalla e fienile, è stata oggi fatta rivivere dai proprietari che hanno voluto donarle quello splendore che non aveva mai avuto; così, dismessi gli antichi abiti, si è ammantata di un nuovo fascino trasformandosi in un luogo di pace e bellezza dove ogni più piccolo dettaglio è stato curato con infinito amore.
Già dalla quiete del giardino dove, accanto ad un ulivo centenario, sono state inserite con armoniosa sapienza piante mediterranee e antichi roseti che ormai si pensavano perduti, dove un’elegante piscina ha preso il posto dell’antica “pischera” - riserva d’acqua per animali e orti – e dove l’ombra del pergolato è garantita dalla profumatissima uva fragola bianca, già dal primo impatto, dicevo, si coglie un’aria particolare che è legata all’amore che i proprietari hanno profuso nel recuperare, rispettare e riplasmare quest’angolo di tranquillità trasformandolo nel loro buen retiro.

La regina incontrastata della struttura è la pietra locale con le sue note azzurrine e indaco e le calde venature ambrate che è stata fatta rivivere con le sapienti spazzolate di esperti artigiani e che ora trasmette quel senso di solide radici che solo le case di un tempo regalano. E con la pietra il cotto toscano, il legno di castagno delle travature del bosco di Rivello con le sue nobili venature e il woodland dei pavimenti.
Nell’interno colpisce l’imponente arco in pietra e malta, mirabile nella sua essenzialità, che presenta però un piccolo difetto, una “pancia” che ci racconta di mani esperte ma non educate nell’arte del costruire.

La casa intera sembra poggiare su di esso che sorregge il possente muro maestro di ben 90 centimetri e oggi ha acquisito, in più, la funzione di separare la zona cucina, in muratura e legno con maioliche di Faenza, dal salotto che si affaccia sulla piscina a mezzo di una parete di cristallo incastonata nella pietra viva.

E in lontananza il portale, datato 1520, che era l’ingresso originario del fondo.
Una piccola fontana in pietra dà carattere ad un angolo gradevolmente ombreggiato dal pergolato di vite ed edera helix che si arrampica su un’antica trave; più in là un’aerea capelvenere si protende verso l’acqua della piscina e adorna un giardino degli umili in miniatura che riempie l’aria di fragranze stimolanti che si mescolano con il profumo di una bellissima rosa Pierre de Ronsard che crea una macchia di colore tenue tra i verdi profondi degli odori. Appena oltre un’originale collezione di cuori di pietra, raccolta con pazienza nelle diverse e bellissime spiagge della costa cilentana.

La sera in Villa ‘a Palomma i profumi si accendono e i colori si attenuano mentre le luci delle candele intorno alla piscina suggeriscono incanti che lo sciabordio dell’acqua diffonde nei cuori. E’ davvero il cuore che si percepisce in questo luogo, insieme alla sensibilità dei proprietari che hanno saputo riportare a nuova vita un antico luogo di incanto e di serenità.

 

 

 

 

Uscita nr. 49 del 20/09/2013